Sentenze

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In tema di accertamento fiscale, la mancanza della formale autorizzazione del Comandante Regionale della Guardia di Finanza necessaria per l'acquisizione delle movimentazioni dei conti bancari del contribuente o di conti intestati a terzi ma nella sua disponibilità (o in disponibilità dei soci) non comporta, in assenza di specifica previsione normativa, l'inutilizzabilità dei dati acquisiti.
In materia di accertamento tributario, la violazione dell'obbligo di emanare l'atto impositivo non prima della scadenza del termine dilatorio di sessanta giorni dal rilascio del processo verbale di chiusura delle operazioni (previsto dall'art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000), ove la verifica sia stata svolta nei locali del contribuente e non sussistano ragioni motivate di urgenza, comporta la nullità insanabile dell'atto stesso. Tale termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, primaria espressione dei principi di collaborazione e buona fede. L'atto risulta illegittimo se la sua "emanazione"—intesa come redazione in forma definitiva, datazione e sottoscrizione da parte del funzionario—avviene prima della decorrenza del termine, anche se la notifica al contribuente è successiva. Tale rispetto è ancor più pregnante in caso di contestazione di condotta elusiva (ex art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973), che impone una specifica richiesta preventiva di chiarimenti al contribuente.
Nella liquidazione dei compensi professionali e delle spese di lite in sede tributaria, disposta in caso di cessazione della materia del contendere per intervenuta revoca dell'atto impositivo in autotutela, (situazione in cui è applicabile il principio della soccombenza, anche se meramente virtuale), il giudice è tenuto ad applicare i parametri di cui al D.M. 10 marzo 2014, n. 55.
In materia di permesso di costruire, qualora un lotto, originariamente urbanisticamente unitario, abbia già esaurito le proprie potenzialità edificatorie a seguito del rilascio di un titolo abilitativo, anche in sanatoria, le restanti parti del fondo sono sottoposte a un regime di inedificabilità che discende ope legis (per effetto di legge) dal vincolo di asservimento.
In tema di responsabilità professionale dell'avvocato per l'attività di recupero crediti, la violazione dell'obbligo di diligenza qualificata (ai sensi degli artt. 1176, comma 2, e c.c.) si configura quando il professionista omette di adempiere ai doveri di sollecitazione, dissuasione e informazione del cliente, fornendo resoconti sullo stato delle pratiche in modo generico e tardivo.
Ai fini dell'affermazione dell'esistenza di un rapporto di supercondominialità di fatto tra due edifici, anche non costituiti in condominio autonomo, e della conseguente applicabilità della disciplina specifica del condominio (Art. 1117-bis cod. civ. e norme affini), è indispensabile l'esistenza di una proprietà qualificabile come comune (ai sensi dell'Art. 1117 cod. civ.) su cose, impianti o servizi che risultino stabilmente ed oggettivamente destinati al godimento di entrambi gli edifici. Non è, invece, sufficiente a costituire tale vincolo la sola fruizione da parte di un edificio (o unità immobiliare) di servizi (come uno stradello munito di cancello e illuminazione) insistenti su una proprietà che sia esclusiva di uno solo degli edifici medesimi.
In tema di responsabilità per danno cagionato da animali ai sensi dell'Art. 2052 c.c., la quale è fondata su una relazione di proprietà o di uso e comporta una presunzione di colpa a carico del proprietario, è accertata la responsabilità esclusiva del proprietario nel caso in cui un soggetto venga aggredito da due cani di razza “pitbull” incustoditi usciti dalla sua azienda agricola.
In caso di contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, l'azione di ripetizione d'indebito proposta dal correntista per la restituzione di interessi anatocistici illegittimamente computati è soggetta al termine di prescrizione decennale. Tale termine decorre dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto, e non dalle singole annotazioni, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto esclusivamente funzione ripristinatoria della provvista e non costituiscano un pagamento in senso tecnico.
In tema di ripetizione di indebito su conto corrente assistito da apertura di credito, l'onere di allegazione gravante sull'istituto di credito che intenda opporre l'eccezione di prescrizione è soddisfatto con l'affermazione dell'inerzia del titolare del diritto (il correntista) e la dichiarazione di volerne profittare. Non è necessaria, ai fini dell'ammissibilità dell'eccezione, l'indicazione specifica e analitica delle singole rimesse aventi natura solutoria, in quanto la distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie, pur essendo fondamentale per stabilire la decorrenza della prescrizione (che inizia solo per le rimesse solutorie), attiene al piano della prova (fondatezza) e non a quello dell'allegazione (ammissibilità).
La contestazione elettorale, specialmente a fronte di un minimo scarto di voti, esige l'assolvimento rigoroso della prova di resistenza e si fonda sull'onere di specifica allegazione dei vizi, rigettando le doglianze esplorative o basate su dichiarazioni sostitutive generiche, in ossequio al principio del favor voti e della certezza del responso democratico.
L’estensione dell’obbligo di applicazione della confisca allargata di cui all’art. 240-bis del codice penale al delitto di “piccolo spaccio” previsto dall’art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990, introdotta dall’art. 85-bis t.u. stupefacenti, non contrasta con i parametri costituzionali di ragionevolezza e di tutela del diritto di proprietà (Art. 3 e 42 Cost.).

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