Sentenze

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In tema di sequestro preventivo applicato a dispositivi di rilevamento automatico della velocità (autovelox), sebbene sussista il fumus dei reati di frode in pubbliche forniture e falso ideologico per induzione in errore, in ragione dell'orientamento consolidato che esclude l'equipollenza giuridica tra l'approvazione ministeriale e l'omologazione prescritta dal Codice della Strada per tali apparecchiature, risulta fondato il ricorso per carenza di motivazione in relazione al presupposto del periculum in mora.
In materia di procedure concorsuali nazionali per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici (DS), l'assegnazione ai ruoli regionali rientra nella fase di assunzione e di scelta della sede di servizio, e pertanto deve essere garantito l'esercizio del diritto di precedenza di cui all'Art. 33, comma 5, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.
La braga di raccordo (o di innesto) tra la tubazione di scarico del singolo appartamento e la colonna verticale fecale non rientra tra le parti comuni dell’edificio ai sensi dell'Art. 1117, comma 1, n. 3, cod. civ., poiché, a differenza della colonna verticale, essa serve esclusivamente a convogliare gli scarichi di pertinenza della singola unità immobiliare, limitandosi il regime di proprietà comune "fino al punto di diramazione". Pertanto, il proprietario dell’unità immobiliare servita dalla braga, in ragione della sua disponibilità sulla suddetta parte dell’impianto, deve esserne considerato custode e risponde in via esclusiva, ai sensi dell'art. 2051 cod. civ. (Responsabilità per danno cagionato da cose in custodia), dei danni da infiltrazioni arrecati a terzi (come quelli derivanti dal deterioramento o dalla rottura della braga di innesto alla colonna fecale).
Il Trattato FUE esclude dalla competenza dell'Unione le disposizioni applicabili alle retribuzioni e al diritto di associazione (Articolo 153, paragrafo 5, TFUE). Tale esclusione è intesa a preservare l'autonomia contrattuale delle parti sociali a livello nazionale e la competenza degli Stati membri, estendendosi alle misure che comportano una diretta ingerenza del diritto dell’Unione nella determinazione delle retribuzioni.
Ai fini dell'accertamento della responsabilità risarcitoria per il danno arrecato dagli animali, non è richiesta la loro proprietà, essendo sufficiente la mera detenzione e l'obbligo di custodia che ne discende, in virtù di un "rapporto materiale e di fatto" instauratosi con gli animali stessi. L'accertamento di tale relazione materiale è riservato al giudice di merito.
In materia di procedure di ristrutturazione dei debiti (Art. 67 CCII), la qualifica di "consumatore" spetta alla persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta. Pur non potendosi qualificare il fideiussore, persona fisica, come un "professionista di riflesso" solo perché lo è il debitore garantito, spetta al giudice nazionale determinare se il garante abbia agito nell'ambito della sua attività professionale o in base a collegamenti funzionali con la società garantita.
In materia di abusi edilizi, l'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis c.p. è inapplicabile quando l'intervento abusivo si connoti per la violazione contemporanea di più disposizioni di legge penale (nella specie, violazioni urbanistiche e antisismiche).
Ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza, ai sensi dell'art. 132 c.p.c. e dell'art. 36 D.Lgs. n. 546/92, allorquando il giudice di merito – nel caso specifico, la Commissione regionale – basi la propria decisione su una premessa erronea e inconferente, assumendo che l'accertamento effettuato dall'Ufficio fosse fondato sull'applicazione automatica degli studi di settore, e censurando la ripresa fiscale su tale base. Tale vizio sussiste se, al contrario, l'Ufficio abbia proceduto all'accertamento in via analitico-induttiva "pura", basandosi su dati contabili riscontrati, come le spese per l'acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita, omettendo di fatto qualsivoglia motivazione sull'effettiva ripresa dell'Ufficio. L'erronea assunzione di un accertamento basato sugli studi di settore, infatti, porta il giudice a motivare con affermazioni inconferenti e ad omettere l'indicazione degli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, impedendo il controllo logico e giuridico del ragionamento. Tale vizio comporta la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo e motivato esame.
Costituisce giusta causa di licenziamento la condotta reiterata e prolungata di abuso negli accessi ai sistemi informatici aziendali finalizzata alla ricerca, visualizzazione e trasmissione esterna di dati sensibili della clientela. Tale comportamento, protratto per un notevole arco temporale, integra una evidente violazione della policy aziendale e dei doveri di fedeltà e diligenza, manifestando un disinteresse per l'attività lavorativa e compromettendo irrimediabilmente il vincolo fiduciario.
In tema di accesso difensivo alle immagini di videosorveglianza urbana, il diritto all'ostensione del documento amministrativo è esercitabile solo finché la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di detenere tali dati. La previsione regolamentare che limita il tempo di conservazione delle registrazioni (ad esempio, a cinque giorni) è ritenuta legittima in quanto conforme ai principi di tutela della riservatezza dei terzi e al principio europeo della "limitazione della conservazione" dei dati sensibili (Art. 5 del Regolamento UE 2016/679), nonché alle normative nazionali sulla sicurezza pubblica.
In materia di condono edilizio in area vincolata a tutela di parco, è esclusa la sanatoria per la realizzazione di opere abusive comportanti un aumento di superficie e di volumetria. In tale contesto, la tesi della natura pertinenziale del manufatto abusivo non può essere condivisa, in quanto la nozione di pertinenza urbanistica è più ristretta di quella civilistica e si applica solo a opere di modesta entità, strettamente accessorie a quella principale.

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