Sentenze

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In tema di ricorso per cassazione, laddove le sentenze di primo e secondo grado concordino nella ricostruzione dei fatti e nelle valutazioni giuridiche (cosiddetta 'doppia conforme'), le motivazioni dei due provvedimenti si integrano reciprocamente formando un unico complessivo corpo argomentativo. In tale contesto, è inammissibile il ricorso che deduca promiscuamente e genericamente i vizi di motivazione senza specificare i singoli profili di mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità, risolvendosi in una mera sollecitazione a un nuovo e non consentito giudizio di merito sull'attendibilità delle prove e sulla ricostruzione dei fatti.
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori (CSE) è titolare di una posizione di garanzia che gli impone compiti di "alta vigilanza". Tale funzione non si limita a un controllo generico, ma comprende: il controllo sulla corretta osservanza da parte delle imprese delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento (PSC); la verifica dell'idoneità del piano operativo di sicurezza (POS) e la garanzia della sua coerenza rispetto al PSC; l'adeguamento dei piani in relazione all'evoluzione dei lavori e alle modifiche intervenute, assicurando la cooperazione tra i datori di lavoro per eliminare le interferenze. Sussiste pertanto la responsabilità del coordinatore e del datore di lavoro qualora l'infortunio sia riconducibile a una prassi operativa anomala ma consolidata, non governata da adeguate azioni di coordinamento e causata da indicazioni equivoche o generiche nei piani di sicurezza circa l’uso delle attrezzature e le procedure di carico.
In tema di infortuni sul lavoro, sussiste la responsabilità del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) qualora il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) risulti incompleto o insufficiente, omettendo di analizzare specifici ambienti di lavoro o di prevedere procedure sicure per la movimentazione delle merci in condizioni critiche (come la pendenza del terreno). Ai fini del controllo di legittimità, in presenza di una "doppia conforme", la motivazione della sentenza d'appello si salda con quella di primo grado formando un unico corpo argomentativo. La condotta imprudente del lavoratore non esclude il nesso di causalità se non presenta i caratteri dell'abnormità, ovvero se non attiva un rischio eccentrico rispetto alla sfera governata dal garante; parimenti, l'omissione del preposto non interrompe la catena causale, restando ogni garante destinatario dell'obbligo di impedire l'evento.
La condotta imprudente del lavoratore non interrompe il nesso di causalità tra la violazione delle norme antinfortunistiche e l'evento lesivo quando essa non attiva un "rischio eccentrico" rispetto alla sfera di rischio governata dal garante. Non può considerarsi abnorme l’attività del lavoratore che, per risolvere un intoppo operativo (come l'intasamento di una tramoggia), ponga in essere manovre imprudenti o non autorizzate, qualora tali interventi siano prevedibili nell'ambito del ciclo produttivo e manchi una specifica procedura di sicurezza che regoli correttamente l'operazione.
In tema di infortuni sul lavoro e cause di estinzione del reato, la non manifesta infondatezza dei motivi di ricorso — segnatamente in ordine al mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.) — impone la declaratoria di annullamento senza rinvio della sentenza impugnata qualora sia maturato il termine massimo di prescrizione. In tale alveo, la sussistenza di una causa estintiva del reato preclude al giudice di legittimità ogni approfondimento sui vizi di motivazione della sentenza di merito, salvo che non emerga con evidenza immediata, ai sensi dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen., la necessità di una pronuncia assolutoria.
Il provvedimento di decadenza dalla responsabilità genitoriale non ha natura sanzionatoria per l'inadempimento del genitore, ma costituisce una misura di extrema ratio finalizzata esclusivamente alla tutela dell'interesse superiore del minore. Tale misura è legittimamente adottata quando la condotta del genitore – manifestata attraverso un funzionamento di personalità rigido, indifferente alle indicazioni terapeutiche e percepito come destabilizzante o "terrorizzante" dal figlio – provochi un grave pregiudizio psicofisico al minore, rendendo impossibile una prognosi di recupero delle competenze genitoriali nel breve periodo.
È illegittima l’esclusione da un concorso pubblico per l'accesso ai ruoli operativi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco motivata dal solo riscontro di etanolo nelle urine, qualora l’Amministrazione operi una indebita assimilazione tra il consumo di alcool e quello di sostanze stupefacenti o psicotrope. Mentre per queste ultime può rilevare anche un consumo episodico, la specifica disciplina relativa all'uso di alcool (punto 3 della Tabella “A” allegata al d.m. n. 166 del 2019) attribuisce rilevanza escludente solo a forme patologiche di consumo, ovvero a un uso abitudinario o cronico. Pertanto, il riscontro di una presenza di etanolo riconducibile a un’assunzione meramente occasionale non può fondare un giudizio di inidoneità, specialmente in presenza di ulteriori accertamenti (quali test CDT e EtG su capello) con esito negativo che smentiscano un profilo di abuso.
In tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante da reati di violazione delle norme antinfortunistiche (art. 25-septies, D.Lgs. n. 231/2001), il requisito del vantaggio non deve riferirsi all'evento lesivo, ma alla condotta omissiva dell'ente. Tale criterio è integrato dal risparmio di spesa derivante dalla sistematica o ripetuta omissione delle attività di manutenzione e dalla mancata adozione delle cautele doverose, anche qualora tale risparmio non sia esattamente quantificabile, purché sia giuridicamente apprezzabile e non irrisorio.
L'amministratore di condominio assume la veste di "committente" e la correlata posizione di garanzia qualora, pur in assenza di una formale delibera assembleare che ne precisi l'autonomia, eserciti concreti poteri decisionali e di spesa affidando a terzi incarichi di manutenzione o ispezione. In tale veste, egli è gravato dall'obbligo di verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa o del lavoratore autonomo prescelto, con particolare riguardo alla natura dell'intervento (anche se di mera ispezione) e ai rischi specifici, come il lavoro "in quota", non potendo tale verifica ritenersi assolta sulla base della semplice conoscenza pregressa del prestatore d'opera.
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente, nella qualità di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) e Responsabile dell'Area Tecnica, risponde dei danni derivanti da infortuni mortali qualora abbia omesso una verifica sostanziale dell'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria. Tale obbligo non può esaurirsi nel controllo formale del DURC o della visura camerale, ma deve estendersi all'esame del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve essere coerente con le specifiche attività commissionate (nella specie, attività elettrica e non idraulica).
In tema di omicidio colposo, il titolare di una struttura alberghiera riveste una specifica posizione di garanzia rispetto alla sicurezza degli utenti della piscina condominiale o ad uso collettivo. Risponde del reato di omicidio colposo il gestore che ometta di adottare adeguate misure strutturali e organizzative — quali il mantenimento di una profondità della vasca idonea ai bambini (non superiore a 60 cm), la predisposizione di separazioni fisiche efficaci tra le diverse aree e l'effettivo monitoraggio del rispetto dei regolamenti interni sull'accesso dei minori — a nulla rilevando la qualificazione del rischio come "poco probabile" nel documento di valutazione dei rischi (D.V.R.).

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