Sentenze

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Il difensore, nell’uso di strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale per la redazione di atti processuali, ha un onere imprescindibile di verifica e controllo dell'esito delle ricerche per evitare di introdurre nel contraddittorio giurisprudenza inesistente o non pertinente — le cosiddette “allucinazioni da intelligenza artificiale” — la cui citazione costituisce una violazione del dovere di lealtà e probità, rendendo l'attività di controllo da parte del giudice inutilmente gravosa. Tale responsabilità ricade sul sottoscrittore dell'atto, a prescindere dall'ausilio tecnologico, in osservanza del principio della centralità della decisione umana.
Il ricorso avverso gli avvisi di accertamento IMU e TASI per l'anno 2018, presentato da un ente gestore di alloggi, deve essere rigettato qualora l'eccezione di prescrizione si fondi sul termine di materiale emissione dell'avviso (e non sul termine di notifica), non esistendo un dato normativo che imponga una scadenza per l'emissione interna.
In materia di IMU, l'onere di fornire la prova rigorosa della sussistenza del vincolo pertinenziale di un'area adiacente all'abitazione principale – presupposto essenziale per l'esclusione dall'autonoma tassabilità – grava interamente sul contribuente, soprattutto qualora l'area sia urbanisticamente qualificabile come edificabile e il vincolo non sia stato formalmente denunciato all'Ente. Per tale ragione, il ricorso avverso l'accertamento che riqualifica l'area come edificabile viene rigettato nel merito.
L'esenzione IMU relativa alle pertinenze dell'abitazione principale, ammessa per le sole unità classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 nella misura massima di un'unità per ciascuna categoria, spetta al contribuente che dimostri l'esistenza del vincolo pertinenziale. Tale vincolo sussiste se sono presenti sia il presupposto oggettivo (destinazione durevole a servizio o ad ornamento, ai sensi dell'articolo 817 del codice civile) sia quello soggettivo (volontà del titolare di porre la pertinenza in un rapporto di strumentalità funzionale rispetto al bene principale).
Ai fini della configurabilità del delitto di atti persecutori, l'elemento della reiterazione delle condotte non è legato a una soglia temporale minima prolungata, risultando sufficiente un lasso di tempo assai breve (nella specie, circa una settimana), purché gli atti di molestia o minaccia non si esauriscano in un unico contesto e siano oggettivamente idonei a produrre l'evento di danno.
Per il reato di bancarotta documentale nella forma della sottrazione delle scritture contabili (Art. 216, comma 1, n. 2, L. Fall.), è richiesto il dolo specifico, consistente nello scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori. Tale elemento soggettivo si ritiene provato dalla condotta dell'imputato che, pur essendo a conoscenza dell'obbligo di consegna (essendo stato presente all'apposizione dei sigilli), sottrae le scritture contabili alla verifica del curatore.
Il giudice penale competente sui reati di bancarotta non è legittimato a sindacare la sentenza dichiarativa di fallimento. Tale divieto attiene sia al presupposto oggettivo (stato di insolvenza dell'impresa) sia ai presupposti soggettivi (condizioni di fallibilità dell'imprenditore). Conseguentemente, le modifiche normative introdotte alla legge fallimentare tra il 2006 e il 2007 (relative ai requisiti di fallibilità) non esercitano alcuna influenza ai sensi dell'art. 2 c.p. sui procedimenti penali in corso.
In sede di ricorso per Cassazione, in caso di annullamento della sentenza per erronea prescrizione su impugnazione della parte civile, il giudizio deve essere rinviato al giudice civile competente per valore in grado di appello ai sensi dell'art. 622 c.p.p., stante l'intangibilità dell'esito penale del proscioglimento da parte del giudice di legittimità.

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