Sentenze

Search
Sussiste l'inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale promosse dallo Stato qualora il ricorso si fondi su una ricostruzione parziale o erronea della natura della norma impugnata, in particolare l'uso "strategico" dei contratti pubblici. La previsione di una soglia salariale minima all'interno di bandi di gara regionali non costituisce un obbligo generalizzato applicabile a tutti i rapporti di lavoro privato, ma si configura come un criterio di selezione volto a realizzare obiettivi sociali e a contrastare il dumping contrattuale.
Le Regioni, pur dotate di autonomia speciale, non possono introdurre modelli procedimentali difformi da quelli statali (come l'introduzione di dibattiti pubblici vincolanti o l'unanimità in conferenza dei servizi) che esautorino o deroghino alla disciplina nazionale dell’autorizzazione paesaggistica. La tutela del paesaggio e dell’ambiente ricade nella competenza legislativa esclusiva dello Stato, che funge da limite inderogabile anche per le riforme economico-sociali regionali.
In materia di turismo e governo del territorio, rientra nella competenza legislativa residuale delle Regioni la facoltà di imporre la gestione in forma imprenditoriale delle strutture ricettive extra-alberghiere e di attribuire ai Comuni il potere di limitare, per fini di utilità sociale e tutela del tessuto sociale, l'espansione della capacità ricettiva e le locazioni turistiche brevi; tali limitazioni non invadono la competenza esclusiva statale in materia di "ordinamento civile", in quanto non regolano l'autonomia negoziale in sé, ma conformano legittimamente il diritto di proprietà alla sua funzione sociale per contrastare i fallimenti del mercato e i fenomeni di overtourism.
È legittima l'applicazione da parte della stazione appaltante di una riduzione percentuale (nel caso specifico, il 20%) rispetto ai valori riportati nel prezzario regionale, purché tale facoltà sia espressamente prevista dallo stesso prezzario per "situazioni particolari" e la riduzione sia adeguatamente motivata. Tale riduzione è conforme all'art. 41, comma 13, del d.lgs. n. 36/2023. Nel caso specifico, la motivazione è stata ritenuta ragionevole e non inattendibile, in quanto legata alla ripetitività delle lavorazioni e all’entità dimensionale degli interventi previsti (un accordo quadro per la manutenzione di circa 1350 km di rete stradale), elementi che giustificano le economie di scala e la riduzione prevista dal prezzario regionale.
Gli articoli 3 e 6 della Convenzione di Roma sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali devono essere interpretati nel senso che, in caso di controversia su un contratto individuale di lavoro, se il lavoratore, dopo aver svolto il suo lavoro per un certo periodo in un determinato luogo, si trova a dover svolgere le sue attività in un luogo diverso destinato a divenire il nuovo luogo di lavoro abituale, questo luogo più recente deve essere tenuto in considerazione come un elemento pertinente nell'ambito dell'esame dell'insieme delle circostanze.
Nel contenzioso amministrativo avverso la revoca di un'autorizzazione, la del soggetto subentrante, anche in assenza di un atto formale di cessione, è riconosciuta qualora l'amministrazione abbia posto in essere di autorizzazione al subentro, configurabili tramite comportamenti inequivoci e concludenti che dimostrino l'aver trattato il ricorrente come "legittimo utente".
In materia di accesso difensivo ai documenti amministrativi (ai sensi dell'art. 24, comma 7, l. n. 241 del 1990), qualora non vengano in rilievo dati sensibili, "supersensibili" o giudiziari, il bilanciamento con la tutela della riservatezza del controinteressato è risolto mediante l'applicazione del criterio generale della "necessità" ai fini della "cura" e della "difesa" di un proprio interesse giuridico. Tale criterio di "necessità" è ritenuto tendenzialmente prevalente sulla riservatezza, a condizione che sussistano i presupposti generali dell'accesso documentale di tipo difensivo.
In materia di colpa professionale e prevenzione degli infortuni sul lavoro, l'affermazione di responsabilità richiede che l'addebito colposo sia rigorosamente formulato sulla base di una valutazione ex ante della prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso, individuando con validità e specificità la condotta alternativa lecita che l'agente avrebbe dovuto adottare per impedirne il verificarsi. Risulta viziata in diritto e logicamente contraddittoria la motivazione che, nel definire la regola cautelare violata, incorre nella distorsione retrospettiva del "senno di poi" (hindsight bias), ricavando dall'evento ormai noto la prevedibilità e l'omissione (quale una generica "procedimentalizzazione" di una fase di lavoro già ritenuta non complessa) che avrebbe potuto prevenirlo, trasformando così la colpa in una forma di responsabilità oggettiva. È, inoltre, errata l'attribuzione della posizione di garanzia al preposto di un'impresa subappaltante in relazione a lavorazioni che costituiscano un rischio specifico e autonomo dell'impresa subappaltatrice, in assenza di un effettivo potere di ingerenza o controllo sulle modalità operative.
In materia di tutela della salute del lavoratore, la responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art. 2087 cod. civ. non è di natura oggettiva, bensì contrattuale, e si fonda sulla violazione di obblighi di comportamento concretamente individuati, imposti da fonti legali o suggeriti dalla tecnica e dalle conoscenze sperimentali. Non si può esigere la predisposizione di misure idonee a prevenire ogni evento lesivo o l'adozione di ogni cautela possibile e innominata. Pertanto, il lavoratore che lamenti un danno alla salute ha l'onere di provare l'esistenza del danno, la nocività dell'ambiente di lavoro e il nesso causale, mentre spetta al datore di lavoro l'onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie e idonee a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del dipendente, rapportate alle specificità del lavoro, all'esperienza e alla tecnica. A tal fine, l'accertamento giudiziale di una patologia ad eziologia professionale e il riconoscimento di una rendita INAIL non spiega decisiva rilevanza per l'affermazione della responsabilità civile del datore di lavoro, data la differenza strutturale e funzionale tra il sistema assicurativo (caratterizzato dall'irrilevanza della componente soggettiva) e l'azione risarcitoria ex art. 2087 c.c., che presuppone la prova della violazione degli obblighi di comportamento e la colpa datoriale.
In tema di responsabilità dei sindaci di una società dichiarata fallita, questi ultimi rispondono per i pregiudizi arrecati al patrimonio sociale che siano conseguenza diretta e immediata delle condotte illecite degli amministratori, qualora abbiano omesso i doveri di vigilanza inerenti alla loro carica e ricorra un nesso di causalità tra tali inosservanze e il danno.
Per il contratto di patrocinio legale con la Pubblica Amministrazione (P.A.), il requisito della forma scritta ad substantiam, richiesto per i contratti della P.A., è soddisfatto mediante il rilascio al difensore di una procura generale alle liti, a condizione che in essa sia puntualmente fissato o sufficientemente determinabile l'ambito delle controversie per le quali la procura opera.

Accedi