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UE: Parlamento lotta a subappalto abusivo e tutela lavoratori

Il Parlamento Europeo approva una risoluzione per rafforzare la tutela dei diritti dei lavoratori, contrastando sfruttamento e dumping sociale in catene di subappalto complesse e tramite intermediari.

UE: risoluzione del Parlamento contro subappalti abusivi e sfruttamento

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione cruciale il 12 febbraio 2026, intesa a contrastare lo sfruttamento dei lavoratori attraverso catene di subappalto complesse e l’abuso degli intermediari. Il documento evidenzia come pratiche quali il lavoro non dichiarato, il dumping sociale e l’infiltrazione della criminalità organizzata siano diffuse in settori ad alto rischio (edilizia, agricoltura, trasporti, servizi), minando i diritti dei lavoratori e la concorrenza leale. L’Assemblea sottolinea che l’86% delle reti criminali più pericolose sfrutta strutture legali per le proprie attività illecite, creando gravi distorsioni nel mercato unico europeo e mettendo in pericolo le PMI oneste.

Strategia UE per la tutela: responsabilità, trasparenza e norme più chiare

Per affrontare queste sfide, il Parlamento sollecita una strategia UE complessiva che rafforzi la trasparenza e la responsabilità lungo le catene di fornitura. Tra le proposte chiave figurano l’introduzione della responsabilità solidale per i contraenti principali, l’incoraggiamento ai rapporti di lavoro diretti nei settori ad alto rischio e una revisione delle direttive sugli appalti pubblici per escludere operatori economici non conformi. Si chiede anche una regolamentazione più rigorosa degli intermediari del lavoro, con registri pubblici obbligatori e il divieto di addebitare costi ai lavoratori. L’obiettivo è definire chiaramente i settori vulnerabili, garantendo norme proporzionate che non penalizzino le PMI.

Potenziare controlli, ELA e sanzioni efficaci contro la criminalità lavorativa

La risoluzione enfatizza la necessità di migliorare l’applicazione delle leggi vigenti, chiedendo agli Stati membri di aumentare il numero e la qualità degli ispettori del lavoro e di potenziare la cooperazione transfrontaliera tramite l’Autorità Europea del Lavoro (ELA) ed Europol. L’ELA dovrebbe avere un mandato più forte per indagare e condurre ispezioni proattive. Viene ribadita l’urgenza di implementare la Tessera Europea di Sicurezza Sociale (ESSPASS) per una verifica digitale rapida dei diritti. Infine, si sollecitano sanzioni più efficaci, dissuasive e proporzionate (eventualmente legate al fatturato aziendale) contro le violazioni, contrastando anche i ‘fallimenti strategici’ volti a eludere gli obblighi.

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