Nel giudizio in esame, l’avvocato socio di una società affidataria del servizio di supporto all’ufficio tributi, aveva l’incarico di procedere alla riscossione coattiva dei tributi e delle Entrate dell’Ente.
La Corte d’Appello di Bologna, sez. II civile sent. 6 settembre 2025, n. 1482 con la sentenza de quo ha statuito che “l’obbligo di diligenza impone all’avvocato di assolvere ai doveri di sollecitazione, dissuasione e informazione del cliente, essendo tenuto a rappresentare a quest’ultimo tutte le questioni di fatto e diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato o comunque produttive del rischio di effetti dannosi”.
Quindi, l’avvocato è tenuto a rappresentare il cliente in tutte le questioni di fatto e diritto; nonché di sconsigliarlo dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole. Il danno da perdita di chance è un danno distinto da quello da perdita definitiva del vantaggio atteso.
Pertanto, nelle obbligazioni di diligenza professionale, dove l’interesse corrispondente alla prestazione è solo strumentale all’interesse primario del creditore, causalità e imputazione per inadempimento tornano a distinguersi anche sul piano funzionale, perchè il danno evento consta della lesione dell’interesse presupposto a quello contrattualmente regolato.
Si evince chiaramente alla luce di tali considerazioni, che, la prospettazione della causa petendi in termini di danno da perdita di chance non poteva trovare spazio nella fattispecie in questione.