Il Garante sanziona con 120mila euro una società per il controllo illecito dei dati relativi allo stile di guida dei dipendenti. Violato lo Statuto dei Lavoratori e la normativa sulla privacy.
Sanzione del Garante per il controllo illecito dei dati
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 120mila euro a una società di selezione e produzione di sementi agricole. La sanzione, resa nota il 29 gennaio 2026 con la Newsletter n. 542, è stata comminata per il trattamento illecito dei dati personali di cinque dipendenti. La società monitorava lo stile di guida dei lavoratori attraverso dispositivi installati sui veicoli aziendali.
Raccolta dati e valutazione dello stile di guida
La società, su indicazione della capogruppo svizzera, aveva installato sui veicoli aziendali un dispositivo associato al nominativo del conducente. Questo raccoglieva dati dettagliati sui viaggi di lavoro e privati, inclusi tempi, chilometri percorsi, consumi e stile di guida. Le informazioni venivano poi utilizzate per l’assegnazione di un punteggio mensile e conservate per 13 mesi. L’obiettivo era valutare il comportamento alla guida dei dipendenti e adottare eventuali misure correttive. L’iniziativa, inizialmente in fase sperimentale, avrebbe dovuto essere estesa a tutte le società europee del gruppo.
Violazioni della normativa privacy e dello Statuto dei Lavoratori
Il Garante ha rilevato numerose violazioni della normativa privacy e dello Statuto dei Lavoratori. Il dispositivo installato raccoglieva informazioni molto dettagliate, consentendo un controllo sull’attività dei lavoratori in assenza delle garanzie previste dalla Legge n. 300/1970. L’informativa fornita ai lavoratori risultava generica e incompleta, senza indicare chiaramente le finalità, le basi giuridiche e i soggetti responsabili del trattamento. L’accesso ai dati era consentito anche a personale di altre società del gruppo senza un’adeguata autorizzazione.
Implicazioni pratiche e tutela della privacy dei lavoratori
La decisione del Garante ribadisce la necessità di tutelare la privacy dei lavoratori, evitando controlli invasivi e non conformi alla normativa. Le aziende devono garantire la trasparenza e la correttezza nel trattamento dei dati personali, fornendo un’adeguata informativa e ottenendo il consenso dei dipendenti. La sanzione pecuniaria e l’ordine di cancellazione dei dati rappresentano un monito per le aziende che intendono adottare sistemi di monitoraggio dei propri dipendenti. La decisione del Garante sottolinea come il controllo a distanza debba avvenire nel rispetto delle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori.