Il principio dell’equo compenso per gli avvoacati si consolida e trova applicazione più ampia, e al riguardo con la Sentenza n. 29039 del 3 novembre 2025, la Corte di Cassazione Civile – Sezione II ha affermato che la disciplina dell’equo compenso, è norma imperativa e si applica anche quando la convenzione tra avvocato e cliente sia stata sottoscritta antecedente.
La Cassazione chiarisce infatti che ciò che genera il diritto al compenso è il conferimento del singolo mandato difensivo e non la stipula della convenzione quadro: se l’incarico viene attribuito dopo il 2017, le clausole che prevedono compensi inadeguati devono essere disapplicate, anche se la convenzione originaria è lecita al momento della firma.
Pertanto il risultato finale è la costituzione di un sistema in cui: gli avvocati vedono rafforzata la propria tutela contrarttuale, le banche, assicurazioni e PA devono adeguarsi a compensi proporzionati e trasparenti e le clausole squilibrate smarriscono efficacia al momento dell’incarico.