La Consulta dichiara illegittime diverse norme del Testo Unico del Turismo toscano (l.r. 61/2024). Violata competenza esclusiva statale su professioni e concorrenza. Interessi lesi: operatori del settore e consumatori.
Illegittimità costituzionale: la decisione
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 196 del 23 dicembre 2025, ha accolto parzialmente il ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri contro la legge della Regione Toscana n. 61/2024 (Testo unico del turismo). La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di numerosi articoli, ritenendo che la Regione abbia invaso la competenza legislativa esclusiva statale in materia di professioni e tutela della concorrenza, come stabilito dall’articolo 117 della Costituzione. Le professioni coinvolte includono guide alpine, maestri di sci, accompagnatori turistici e direttori tecnici di agenzie di viaggio.
Il ricorso del Governo: i punti contestati
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha impugnato diversi articoli del Testo Unico del Turismo toscano, contestando la violazione della competenza statale in materia di professioni e concorrenza. In particolare, si contestava la disciplina regionale di figure professionali come l’accompagnatore turistico, la guida ambientale, il maestro di sci e la guida alpina. Secondo il Governo, la Regione Toscana avrebbe illegittimamente introdotto nuove figure professionali e regolamentato aspetti già disciplinati dalla legge statale, creando disparità di trattamento tra gli operatori del settore e frammentando la disciplina a livello regionale.
Le motivazioni della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale ha fondato la sua decisione sull’articolo 117, comma 3, della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di professioni. La Consulta ha ribadito che l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata allo Stato, mentre alle Regioni spetta la disciplina degli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale. La Corte ha inoltre evidenziato che la legge regionale toscana, introducendo nuove figure professionali e regolamentando aspetti già disciplinati dalla legge statale, ha violato la competenza statale in materia di concorrenza, creando disparità di trattamento tra gli operatori del settore.
Conseguenze e implicazioni della sentenza
La sentenza della Corte Costituzionale ha un impatto significativo sul settore del turismo in Toscana. Le disposizioni dichiarate illegittime dovranno essere riformulate, tenendo conto della competenza legislativa esclusiva statale in materia di professioni e tutela della concorrenza. La decisione della Consulta mira a garantire l’uniformità della disciplina delle professioni a livello nazionale e ad evitare disparità di trattamento tra gli operatori del settore. I professionisti del turismo e le agenzie di viaggio dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni, verificando la conformità dei propri titoli e requisiti professionali alla normativa statale.