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Chiarimenti dell’Agenzia sulle novità della Legge di bilancio 2026: in evidenza la tassazione light sugli incrementi retributivi in conseguenza dei rinnovi contrattuali

L’agenzia delle entrate con circolare del 24 febbraio 2026, fornisce importanti chiarimenti sulle novità introdotte dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (di seguito legge di bilancio 2026). In particolare, nella circolare si evidenzia come la legge di bilancio 2026, al comma 7 prevede che gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, a un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento.

La circolare ricorda che la nuova aliquota si applica agli aumenti corrisposti nel 2026 e spiega che, nell’eventualità in cui l’erogazione sia iniziata prima, le eventuali quote di incremento erogate
quest’anno rientrano comunque nella tassazione agevolata, con riferimento ai lavoratori con reddito non superiore a 33mila euro nel 2025. Nel perimetro dell’agevolazione anche le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio nonché l’aumento contrattuale che assorbe l’importo riconosciuto al dipendente a titolo di superminimo.

Nella verifica del predetto limite reddituale devono essere inclusi tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti dal lavoratore nel periodo d’imposta 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro. Si precisa, al riguardo, che, qualora il lavoratore percepisca redditi di lavoro dipendente non assoggettati a ritenuta fiscale perché privo di un sostituto d’imposta (ad esempio il lavoratore domestico), egli può beneficiare della misura agevolativa sugli aumenti contrattuali nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2026. Al fine di consentire al sostituto d’imposta di verificare la spettanza dell’agevolazione, nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia svolto nel 2025 una o più attività di lavoro dipendente con datori di lavoro diversi, lo stesso comunica all’attuale datore di lavoro le informazioni relative ai redditi derivanti dagli altri rapporti di lavoro, attraverso la consegna delle certificazioni uniche (CU) o, in mancanza, tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. L’onere e le ricadute, quindi, di tali dichiarazioni ricadono sul lavoratore. Occorre prestare attenzione, in quanto, per i dipendenti del settore privato con reddito fino a 40.000 euro, scatta l’imposta sostitutiva Irpef pari al 15%. Dunque, l’attesa per la tassa piatta del 5% sugli incrementi retributivi è finita. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato con una nota come si applicano le misure agevolate della tassa al 5% a partire dal 2026. Infatti, le misure si applicano agli importi a partire da quest’anno, ma valgono anche per i rinnovi contrattuali relativi al triennio 2024-2026.

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