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ATTI FALSI FIRMATI DALL’AVVOCATO: QUALI SANZIONI?

La sentenza n. 123/2025 del CNF (Consiglio Nazionale Forense) riguarda un avvocato che ha commesso numerosi reati, uilizzando la professione per fini fraudolenti, come la falsificazione di riconoscimenti di debito di colleghi deceduti per poi fargli valere contro i loro eredi. Si evince chiaramente che questo caso si inserisce nel quadro della deontologia professionale forense, stabilendo un precedente severo nei confronti degli avvocati che usano la professione per fini illeciti e fraudolenti.

Il CNF al riguardo, ha ritenuto questo comportamento un gravissimo illecito disciplinare, in contrasto con i doveri professionali e morali, motivo per cui è stata comminata la radazione dall’albo.

Alla luce di queste considerazioni, si comprende chiaramente che la sentenza sottolinea la lesione dei pricipi di dignità, probità e decoro professionale (art. 9 cnf), nonchè il pregiudizio arrecato all’immagine del professionista.

 

 

A seguire la sentenza del CNF n. 123 del 28/04/2025:

cnf-sentenza-123-2025 pdf

 

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