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Assemblea Sindacale su Gaza: il Tribunale di Palermo Dichiara Antisindacale il Veto del Dirigente Scolastico

Il Giudice di Palermo accoglie il ricorso FLC CGIL: i temi etico-sociali, se in linea con lo Statuto sindacale, non possono essere esclusi dal diritto di assemblea. Un precedente importante per la libertà sindacale a scuola.

Il muro innalzato dal preside

Fa scalpore la recente pronuncia del Tribunale di Palermo, che ha smontato la decisione di un Dirigente Scolastico. La vicenda riguarda un Istituto Comprensivo Statale di Palermo, dove il Dirigente aveva revocato un’assemblea indetta dalla FLC CGIL.

Il motivo del blocco? L’ordine del giorno recitava: “Occhi su Gaza: come fermare l’occupazione del territorio palestinese e sviluppare una vera cultura della pace.” Secondo il Preside, questo argomento era troppo distante dalle materie strettamente “di interesse sindacale e del lavoro”, come previsto dal CCNQ. Insomma, un tema troppo “politico” per la scuola.

La reazione della FLC CGIL: “un attacco alla libertà”

La FLC CGIL di Palermo non ha incassato il colpo e ha subito presentato ricorso, denunciando un comportamento antisindacale del Dirigente, lesivo delle prerogative dei lavoratori.

La Sentenza: “l’interesse non è solo la busta paga”

Il Tribunale ha dato pieno ascolto alle ragioni del sindacato. Con una motivazione molto chiara, il Giudice ha stabilito che limitare l’assemblea solo alle rivendicazioni salariali o all’organizzazione interna del lavoro è un approccio superato e restrittivo.

Il principio di diritto stabilito:

La legge stabilisce che l’interesse sindacale è un concetto ampio: esso include pienamente i temi etico-sociali e di rilevanza globale, come la promozione della pace e della solidarietà. Questo è vero soprattutto quando tali argomenti sono esplicitamente previsti negli obiettivi statutari del sindacato – come nel caso della FLC CGIL – e riflettono i valori fondamentali della Costituzione Italiana (Art. 3 e Art. 11).

In sostanza, non è accettabile che un dirigente scolastico censuri l’ordine del giorno, specialmente quando si tratta di educazione alla pace e alla solidarietà, temi fondamentali per i lavoratori della conoscenza.

Le conseguenze del “veto antisindacale”

L’esito del ricorso è netto: la condotta del Dirigente è stata formalmente dichiarata antisindacale. Il Giudice ha quindi ordinato al Ministero dell’Istruzione e allo stesso Dirigente di cessare immediatamente il comportamento illegittimo e di rimuovere ogni effetto che ne è derivato.

Questa sentenza è un monito per tutte le dirigenze scolastiche: i diritti sindacali, supportati dalla Costituzione, tutelano la possibilità dei lavoratori di confrontarsi anche sui grandi temi del mondo, rendendo la scuola un vero laboratorio di cittadinanza e di pensiero critico.

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