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Allarme età nella Pubblica Amministrazione: un lavoratore su tre verso il pensionamento

La Pubblica Amministrazione italiana si prepara a una massiccia ondata di uscite: l’Osservatorio sui lavoratori pubblici (dati 2014-2024) rivela che circa un terzo dei dipendenti pubblici attuali ha 40 anni o più, delineando un quadro di imminente ricambio generazionale nei prossimi dieci anni. Questa transizione, pur necessaria, pone sfide urgenti in termini di acquisizione di nuove competenze e stabilizzazione del personale.

La maturità anagrafica del settore

L’analisi dei dati 2024 è chiara: il 76,6% dei lavoratori pubblici rientra nella fascia d’età uguale o superiore ai 40 anni. In un contesto in cui la retribuzione media annua si attesta a 35.350 euro l’età avanzata del personale rappresenta il dato più significativo per la programmazione futura.

Considerando le tempistiche pensionistiche, si stima che nei prossimi anni una quota vicina al 33% dell’attuale forza lavoro lascerà il servizio, rendendo indispensabile un piano mirato di assunzioni e formazione per i giovani.

  • Fascia d’età critica: 76,6% dei dipendenti ha 40 anni o più.

  • Contratti stabili: l’83,1% del personale (tempo indeterminato) beneficia di una retribuzione media di 39.087 euro, riflettendo carriere lunghe e consolidate.

La sfida del ricambio e i settori più esclusi

La necessità di svecchiare la PA è particolarmente sentita in settori strategici che assorbono gran parte della forza lavoro come la scuola (39,6% dei dipendenti totali) e il Servizio Sanitario Nazionale (20%).

Nonostante il settore sia in crescita (+1,5% di lavoratori nel 2024), l’inserimento di nuovo personale si scontra con una distribuzione geografica delle retribuzioni che potrebbe non attrarre i giovani talenti in tutte le aree:

  • Centro Italia: retribuzione media più alta (€36.929)

  • Nord: retribuzioni medie più basse (€34.015 nel Nord-ovest; €34.515 nel Nord-est)

Il controsenso della parità: donne in maggioranza ma meno pagate

Un dato interessante emerge nel confronto generazionale: le donne rappresentano il 61% dei lavoratori pubblici in molte fasce d’età. Tuttavia, le classi di età più giovani – quelle che saranno il futuro della PA – mostrano dinamiche diverse:

  • under 19 e 20-24 anni: netta prevalenza maschile.

Questo elemento si unisce alla marcata disparità retributiva di genere, dove gli uomini guadagnano in media 41.117 euro contro i 31.679 euro delle donne. Affrontare il gap retributivo e rendere il settore attrattivo per i giovani, indipendentemente dal genere, sarà fondamentale per gestire efficacemente i pensionamenti di massa in arrivo.

Il futuro della Pubblica Amministrazione passa inevitabilmente dalla capacità di intercettare e trattenere nuove risorse, sfruttando le uscite per un ammodernamento non solo anagrafico, ma anche strutturale e digitale.

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