• Home
  • >
  • News
  • >
  • Salario Minimo UE: Cosa cambia dopo la Sentenza della Corte di Giustizia (C-19/23)?

Salario Minimo UE: Cosa cambia dopo la Sentenza della Corte di Giustizia (C-19/23)?

La Direttiva 2022/2041 e i Nuovi Criteri Salariali in Europa

La Direttiva UE 2022/2041 sui salari minimi adeguati continua a essere un punto focale per la tutela del lavoro in Europa. L’obiettivo primario della Direttiva non è imporre un importo fisso del salario minimo, ma stabilire procedure chiare e comuni per gli Stati membri affinché definiscano e aggiornino i salari minimi in modo equo e promuovano la contrattazione collettiva.

La Contestazione e la Sentenza Chiave della Corte di Giustizia Europea (C-19/23)

Nonostante l’obiettivo di migliorare la tutela dei salari minimi per i lavoratori, la Direttiva è stata oggetto di aspre critiche. In particolare, la Danimarca ha presentato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea (CGUE), sostenendo che il testo violi l’autonomia dei sistemi nazionali di contrattazione collettiva.

Autonomia Salariale: La Decisione della CGUE

Con la recente sentenza relativa alla causa C-19/23, la Corte ha respinto le tesi più restrittive. La Corte ha stabilito che l’esclusione della competenza dell’Unione, prevista dai Trattati, “non si estende a tutte le questioni che presentano un nesso qualsiasi con le retribuzioni”.

Questa statuizione è fondamentale, poiché consolida la possibilità per l’Unione Europea di intervenire con norme procedurali che, sebbene non fissino direttamente i salari, ne influenzano la determinazione.

Impatto in Italia: Rafforzamento della Contrattazione Collettiva

Le conseguenze pratiche di questa sentenza si traducono in una maggiore autonomia per gli Stati membri nei criteri salariali, inclusa la determinazione e l’aggiornamento, con la potenziale introduzione di una indicizzazione automatica futura.

In Italia, dove non è previsto un salario minimo stabilito per legge, le conseguenze dirette della sentenza UE sono più limitate sul piano pratico.

  • Focus sulla Contrattazione: La risposta italiana è arrivata con la Legge 26 Settembre 2025 n. 144.

  • Obiettivo: Rafforzare ulteriormente il ruolo della contrattazione collettiva nazionale di lavoro (CCNL).

  • Nuovi Criteri: La Legge 144/2025 stabilisce criteri che riconoscono l’applicazione dei trattamenti economici complessivi minimi previsti dai CCNL maggiormente applicati.

Questa mossa allinea l’Italia allo spirito della Direttiva 2022/2041, utilizzando il sistema di contrattazione collettiva come strumento principale per garantire salari adeguati.

Accedi