Durante l’Assemblea ANCI, il Ministro del Turismo Daniela Santanchè chiarisce il ruolo strategico degli affitti brevi e la necessità di rafforzare l’offerta ricettiva.
Affitti brevi e ospitalità territoriale: ecco la nuova strategia
L’intervento del Ministro del Turismo Daniela Santanchè, pronunciato durante l’Assemblea ANCI, ha definito i nuovi orientamenti del Governo sul rapporto tra affitti brevi, infrastrutture ricettive e politiche di sviluppo turistico locale. Con un approccio pragmatico, la ministra ha chiarito che il tema non va affrontato in maniera emergenziale o ideologica, ma letto nel contesto strutturale dell’offerta italiana e della forte concentrazione dei flussi turistici. “Sgombriamo il campo dall’argomento che gli affitti brevi siano il problema”, ha affermato, richiamando dati che descrivono un mercato squilibrato: “il 50% del turismo nazionale è concentrato in 10 regioni, il 75% del turismo è concentrato sul 4% del territorio”.
Secondo la Ministra, l’attuale rete ricettiva non sarebbe sufficiente a sostenere i flussi senza il contributo degli affitti brevi: «Come potremmo fare se non avessimo gli affitti brevi? Non potremmo ospitarli perché non abbiamo strutture ricettive adeguate, in numero e qualità». Un quadro che pone al centro il tema della capacità ricettiva e della qualità dei servizi locali, anche in chiave urbanistica e infrastrutturale.
In arrivo nuovi strumenti operativi
Nel suo intervento, Santanchè ha illustrato gli strumenti messi in campo dal Governo per fornire ai comuni maggiori capacità di gestione e controllo del fenomeno. Tra questi, uno strumento particolarmente rilevante è il nuovo sportello nazionale dedicato agli affitti brevi, descritto come “una sorta di cruscotto” che consente agli enti locali di conoscere in tempo reale numero e collocazione degli short-let presenti sul proprio territorio.
Questa dotazione informativa è pensata per supportare soprattutto i piccoli comuni, spesso privi del personale necessario per partecipare ai bandi regionali o nazionali e per gestire i carichi amministrativi. «Penso alle difficoltà dei piccoli comuni nel partecipare ai bandi perché non hanno risorse umane per reggere la mole di lavoro», ha osservato la ministra, collegando il tema della governance locale al rischio di overtourism. In questo quadro, Santanchè ha indicato l’obiettivo strategico: valorizzare le aree meno battute e redistribuire i flussi.
Per un approccio integrato pubblico-privato
La ministra ha sottolineato che la vera sfida non riguarda la contrazione dell’offerta, ma il rafforzamento del sistema turistico attraverso una logica di rete. “La nostra visione non è portare un turista solo a Roma, ma offrirgli altre opportunità: sta nella nostra capacità di mettere in rete altre occasioni per accogliere le offerte turistiche di tutti i comuni”, ha spiegato Santanchè, richiamando il ruolo dei partenariati pubblico-privati e la necessità di coordinamento fra livelli amministrativi.
L’obiettivo è destagionalizzare il turismo, ampliando i periodi di attrattività e distribuendo i visitatori su un maggior numero di territori. Secondo la ministra, la politica deve «sostenere il lavoro della squadra» per incrementare l’offerta e la qualità dei servizi, unendo competenze amministrative, investimenti privati e strumenti digitali di governance. Per i tecnici dell’edilizia, gli amministratori di condominio e gli operatori del real estate, ciò significa un potenziale aumento della domanda di riconversione immobiliare, nuove forme di ricettività diffusa e una pressione crescente verso standard manutentivi e qualitativi più elevati.
