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Testo unico edilizia e Piano Casa Italia: le prime misure già in legge di bilancio

Un nuovo Codice dell’edilizia è pronto a sostituire il Dpr 380/2001, mentre il Piano Casa Italia muove i primi passi già nella Legge di Bilancio.

In arrivo il nuovo Codice dell’edilizia

Matteo Salvini ha annunciato, nel tardo pomeriggio del 12 novembre alla Camera, un’accelerazione sul riordino del settore, confermando che la legge delega per il nuovo Testo unico dell’edilizia approderà “alla prima riunione utile del Consiglio dei ministri entro novembre». Il ministro ha ricordato che il Ddl è il risultato di «una lunga fase di consultazione con gli operatori del settore, conclusa a febbraio, che ha coinvolto 46 stakeholder e che ha prodotto 86 contributi da 31 di loro“.

Il nuovo “Codice dell’edilizia e delle costruzioni”, in effetti si tratta di un DDL delega, che mira a riscrivere completamente il dpr 380/2001 dovrà sostituire il Dpr 380/2001. Da quello che si apprende da fonti vicino la Ministero, il nuovo testo punta su:

  • semplificazione procedurale per la trasformazione dell’edificio nell’ottica di rendere netta la distinzione tra tipologie di interventi edilizi e relativi titoli abilitativi, mettendo fine a incertezze e contenziosi;
  • autocertificazione, auto-asseverazione  per i vari titoli abilitativi, che dovrebbero essere ridotti a 3, CILA, SCIA e permesso di costruire;
  • indicazione dettagliata dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni);
  • revisione del meccanismo della doppia conformità.

Piano casa: alcuni nodi aperti 

Accanto al Testo unico, il vicepresidente del Consiglio ha delineato lo stato dell’arte del Piano Casa Italia, lasciando intendere che il provvedimento sia già definito, con un documento di 45 pagine in via di finalizzazione.

L’intervento, tuttavia, presenta due criticità:

  • da un lato la necessità di completare gli interventi già in corso;
  • dall’altro il reperimento di risorse aggiuntive.

Infine, il ministro ha inoltre collegato il Piano Casa a un ripensamento complessivo delle politiche abitative, annunciando “nuovi modelli di edilizia sociale differenziati in base alle esigenze specifiche di diverse categorie“, con particolare riferimento ai giovani, alle giovani coppie e ai genitori separati. Salvini ha richiamato “un modello di housing con riscatto progressivo dell’immobile” rivolto ai nuclei a reddito medio-basso che non rientrano nei parametri dell’edilizia popolare ma incontrano difficoltà ad accedere al credito bancario.

L’obiettivo è introdurre un sistema basato sul “rent to buy”, «fondato su un contratto di godimento in funzione della successiva alienazione», capace di offrire un percorso verso la proprietà e un progetto di vita autonomo alle fasce oggi più fragili sul mercato immobiliare.

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