Il decreto Milleproroghe estende gli incentivi per l’occupazione femminile, giovanile e nella ZES Mezzogiorno, oltre a sospendere i termini prescrizionali per gli obblighi contributivi fino al 2026. Un respiro per imprese e lavoratori.
Approvato il Decreto Milleproroghe: le novità
Il Consiglio dei Ministri, con il n. 151 dell’11 dicembre 2025, ha dato il via libera al decreto Milleproroghe. Questo provvedimento legislativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene su diversi ambiti, dal fisco al lavoro, offrendo una boccata d’ossigeno a imprese e lavoratori. Tra le misure più rilevanti, spiccano le proroghe relative agli incentivi per l’occupazione e la sospensione dei termini per gli obblighi contributivi. Il decreto, composto da sedici articoli, mira a fornire continuità a misure già in essere e a sostenere settori chiave dell’economia italiana.
Incentivi per l’occupazione: proroga fino al 2026
Il decreto Milleproroghe interviene in modo significativo sull’area lavoro, prorogando al 31 dicembre 2026 diverse misure introdotte dal D.L. n. 60/2024, convertito in legge n. 95/2024. In particolare, si tratta degli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la transizione digitale ed ecologica. Inoltre, vengono estesi gli incentivi per favorire l’occupazione giovanile, l’occupazione delle lavoratrici svantaggiate e lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale per il Mezzogiorno. Queste proroghe rappresentano un sostegno concreto per le imprese che investono in questi settori e per i lavoratori che cercano opportunità di impiego.
Sospensione dei termini per gli obblighi contributivi
Il Milleproroghe agisce anche sui profili previdenziali, modificando l’art. 3, legge n. 335/1995. Viene prorogata al 31 dicembre 2026 la sospensione dei termini prescrizionali per gli obblighi contributivi in favore dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, come previsto dal D.Lgs. n. 165/2001. La stessa proroga si applica alla sospensione dei termini prescrizionali per gli obblighi contributivi in favore dei collaboratori coordinati e continuativi e figure assimilate. Infine, viene posticipato al 31 dicembre 2026 il termine relativo al regime sanzionatorio per il mancato pagamento nei termini dei contributi previdenziali e assistenziali da parte delle pubbliche amministrazioni, come stabilito dall’art. 9, c. 4, del D.L. n. 228/2021, convertito in legge n. 15/2022.
Impatto del Milleproroghe su lavoro e previdenza
La proroga degli incentivi all’occupazione e la sospensione dei termini per gli obblighi contributivi avranno un impatto significativo sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale italiano. Le imprese potranno continuare a beneficiare di agevolazioni per l’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle ZES, incentivando la creazione di nuovi posti di lavoro. Allo stesso tempo, la sospensione dei termini per gli obblighi contributivi offre un margine di respiro alle amministrazioni pubbliche e ai collaboratori, consentendo loro di gestire con maggiore flessibilità i propri adempimenti. Il decreto Milleproroghe si conferma quindi uno strumento utile per affrontare le sfide economiche e sociali del Paese.